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	<title>Itinerari &#187; Park Hotel Latina</title>
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	<title>Itinerari &#187; Park Hotel Latina</title>
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		<title>Giardini di Ninfa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Park Hotel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giardino di Ninfa è stata dichiarato Monumento Naturale della Regione Lazio nel 2000.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Ecco Ninfa, ecco le favolose rovine di una città che con le sue mura, torri, chiese, conventi e abitati giace mezzo sommersa nella palude, sepolta sotto l’edera foltissima. In verità questa località è più graziosa della stessa Pompei, le cui case s’innalzano rigide come mummie tratte fuori dalle ceneri vulcaniche.» (Ferdinand Gregorovius, <em>Passeggiate romane</em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il giardino di Ninfa è un monumento naturale della Repubblica Italiana situato nel territorio del comune di Cisterna di Latina, al confine con Norma e Sermoneta. Si tratta di un tipico giardino all’inglese e nasce nell’area della scomparsa cittadina medioevale di Ninfa, di cui oggi rimangono soltanto diversi ruderi, alcuni dei quali restaurati <img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-12343 alignleft" src="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Ninfa-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" srcset="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Ninfa-300x250.jpg 300w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Ninfa-1024x853.jpg 1024w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Ninfa-768x640.jpg 768w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Ninfa-600x500.jpg 600w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Ninfa.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />durante la creazione del giardino. Il Giardino di Ninfa, dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000, nasce sulle rovine dell’antica città di Ninfa, concessa a Papa Zaccaria dall’Imperatore Costantino V, e nel corso degli anni passò attraverso il governo di numerose famiglie che contribuirono alla sua espansione, fino a quando Pietro II Caetani ne ampliò il castello costruendo la cortina muraria e innalzando la torre, poi saccheggiata e distrutta nel 1382 e mai più ricostruita. Su queste rovine, nel XVI secolo, Nicolò III Caetani, amante della botanica, cominciò a creare il giardino, e dopo di lui altre famiglie, facendo sì che nell’800 Ninfa diventasse meta di molti viaggiatori che la rinominarono la <em>Pompei del Medioevo. </em>Della città medievale rimangono numerose tracce ma, sopra ogni cosa, Ninfa è un paradiso botanico, un’oasi naturalistica unica al mondo, creata dove prima c’era la palude. Aperta solamente alcuni giorni dell’anno, da aprile a novembre, e in pochi altri casi eccezionali, vanta al suo interno più di 1.300 specie di piante differenti, provenienti da ogni parte del mondo. Il Giardino<strong>, </strong>della grandezza di otto ettari, è un giardino all’inglese che ospita al suo interno oltre un migliaio di piante. È attraversato da numerosi ruscelli d’irrigazione oltre che dal fiume Ninfa, il cui nome prende origine dall’omonimo laghetto di natura risorgiva e che scorreva, fino alla bonifica integrale, per oltre 40 km. nell’Agro Pontino, nel primo tratto col nome Ninfa e poi col nome Sisto, fino a sfociare tra Terracina e il Circeo. A partire dagli anni ’30 le acque sorgive sono state tuttavia deviate, poco a sud del giardino, nel corso del Collettore delle Acque Medie, separandole quindi dal corso del Ninfa-Sisto. A partire dal 1976, su un’area di circa 1.800 ettari intorno al giardino, è nata un’oasi del WWF che mira alla protezione della fauna nel comprensorio di Ninfa; è stato realizzato un impianto boschivo e un sistema di aree umide per agevolare la sosta e la nidificazione dell’avifauna e, allo stesso tempo, si è cercato di ricreare, su un’area di quindici ettari, la vegetazione tipica della zona, ossia quella prettamente paludosa, già esistente fino agli anni Trenta, prima che la zona pontina venisse totalmente bonificata. L’area si trova sulla traiettoria di una delle principali rotte migratorie percorse da uccelli che, provenienti dai Paesi africani, si trasferiscono in varie aree dell’Europa. Dopo la creazione dell’oasi, nella zona si sono registrati arrivi di alzavole, germani reali, canapiglie, aironi, pavoncelle e di alcune specie di rapaci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Giardino di Ninfa è aperto al pubblico soltanto in alcune date stabilite e l’ingresso è regolato attraverso visite guidate, al fine di preservare il suo delicato equilibrio ambientale.</p>
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		<title>Sermoneta</title>
		<link>https://temp.parkhotel.it/sermoneta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Park Hotel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:20:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Situata a 23 km. da Latina, sorge su una collina a 257 mt. sul livello del mare, in una posizione tale da ergersi maestosa e dominare così la grande Pianura […]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Situata a 23 km. da Latina, sorge su una collina a 257 mt. sul livello del mare, in una posizione tale da ergersi maestosa e dominare così la grande Pianura Pontina. Il territorio di Sermoneta fu popolato già in epoca arcaica. Nel <img decoding="async" class="size-medium wp-image-12345 alignleft" src="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Sermoneta-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" srcset="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Sermoneta-300x250.jpg 300w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Sermoneta-1024x853.jpg 1024w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Sermoneta-768x640.jpg 768w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Sermoneta-600x500.jpg 600w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Sermoneta.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />suo territorio, nei pressi dell’attuale Abbazia di Valvisciolo, sorgeva l’antica città volsca di <i>Sulmo</i>, citata da Virgilio nell’Eneide. L’espansione delle Paludi Pontine e le invasioni dei Saraceni spinsero gli abitanti dell’antica Sulmo a trasferirsi nell’attuale Sermoneta, che viene citata con questo nome già nell’XI secolo. Il libero comune si sottomise ben presto alla famiglia Caetani (1297), che ne fece il centro dei propri domini sull’intero Lazio meridionale, per via della fortunata posizione sulla via Pedemontana, che aveva sostituito l’Appia nei collegamenti fra il nord e il sud dell’Italia. I sermonetani, per il controllo della strada e in particolare della dogana di passaggio, sconfissero la città di Ninfa, quindi la confinante Sezze. A questo periodo risalgono il borgo medievale, perfettamente conservato, il Castello Caetani e il Duomo. I Caetani eressero un imponente castello, permettendo così alla città di crescere ed espandersi sotto la sua ala protettiva. Sermoneta divenne in tal modo il centro principale di un feudo vastissimo e fiorì anche dal punto di vista artistico e culturale. Durante i secoli, all’interno dell’imponente Castello Caetani e della città, hanno soggiornato sovrani e pontefici, ma anche illustri personaggi come Leonardo Da Vinci. Oggi Sermoneta conserva ancora, pressoché intatto, questo immenso patrimonio storico, artistico e culturale, tanto da essere divenuta una delle più importanti località turistiche nei dintorni di Roma. A partire dal XVI secolo, con le prime opere di bonifica dell’Agro Pontino e con la riapertura dell’Appia, la città iniziò un lento declino. Nel 1567 perse il titolo di capitale del Ducato dei Caetani, che posero la loro sede centrale a Cisterna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 1928, su una parte del suo territorio in località Doganella di Ninfa, l’<em>Opera Nazionale Combattenti</em> pose uno dei suoi quartieri generali per le operazioni di bonifica dell’Agro Pontino. A partire dal dopoguerra, il centro storico di Sermoneta ha conosciuto un pesante spopolamento, a favore del suo territorio di pianura dove sono sorte le frazioni di <i>Doganella</i>, <i>Tufette</i>, <i>Pontenuovo</i> e <i>Carrara</i>, ai confini dei comuni di Cisterna di Latina e Latina. Al tempo stesso, ha conosciuto una notevole espansione turistica, che ha come meta l’antico e ben conservato borgo antico, sede di numerose manifestazioni culturali. Con la sua quiete, le sue stradine tortuose e i suoi monumenti, Sermoneta è il luogo ideale per una vacanza o per una breve visita, soprattutto per chi desidera fare un tuffo indietro nel tempo, per vivere appieno il fascino e l’atmosfera di una tipica città medievale.</p>
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		<title>Torre Astura</title>
		<link>https://temp.parkhotel.it/torre-astura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Park Hotel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:15:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Collegata alla terraferma solamente da un ponte ad arcate in laterizio, prende vita Torre Astura, una torre costiera fortificata in una semi isola del Lazio […]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collegata alla terraferma solamente da un ponte ad arcate in laterizio, prende vita Torre Astura, una torre costiera fortificata in una semi isola del Lazio appartenente al comune di Nettuno, dalla quale si può ammirare il bellissimo skyline su Palmarola e San Felice Circeo. Torre Astura, che deve il suo nome all’omonimo fiume, fu teatro delle <img decoding="async" class="size-medium wp-image-12340 alignleft" src="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Astura-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" srcset="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Astura-300x250.jpg 300w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Astura-1024x853.jpg 1024w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Astura-768x640.jpg 768w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Astura-600x500.jpg 600w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Astura.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />fughe di Marco Antonio e venne scelta dai più grandi esponenti dell’epoca come posto prediletto per costruire le loro villae d’otium. Oggi su questo terreno si sviluppa per più di 8 km. il poligono militare di Nettuno, che farebbe di questo posto un luogo interdetto ai turisti. In epoca medievale Torre Astura era una località abitata e sede di un antico porto romano, infatti sulla parte orientale del complesso si riconoscono i due moli del porto artificiale. Vicino alla costa, ancora oggi possiamo ammirare i fantastici resti della peschiera che, all’epoca, era di circa 15.000 mq. Proprio sui resti di questo porto, intorno al 1193 i Frangipane, signori del posto, per proteggersi dai saraceni, costruirono una fortezza a pentagono immersa nell’acqua, collegata alla terra circostante soltanto dallo stretto ponte. Plinio il vecchio descrisse nei suoi testi Torre Astura come un’isola, notizia che nel corso degli anni è stata confermata dai resti di un ponte che collegava l’isola stessa alla terra ferma. Si dice che proprio su quell’isola fu poi costruita la torre, in seguito all’abbandono, e che prima della stessa costruzione ci fosse la villa di Cicerone, che dimorò qui tra il 45 e il 44 a.C. Lo stesso Cicerone descriveva questo luogo come <em>Astura locus quidam amoenus, in mari ipso, qui ab Antio et circejs aspici possit</em>, ovvero: <em>Astura. Il posto, piacevole per il mare stesso, che può essere visto da Anzio e dal Circeo</em>. I Romani vi costruirono un porto e un palazzo imperiale di cui tutt’oggi restano le rovine. Vi soggiornarono probabilmente Augusto, Tiberio e Caligola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 1268 Corradino di Svevia, sconfitto a Tagliacozzo, si rifugiò in Astura, ma Giovanni Frangipane, signore di questa terra, lo consegnò a Carlo d’Angiò, re di Napoli. Così l’ultimo degli Svevi fu decapitato in una pubblica piazza. Il tragico episodio commosse cosi profondamente il viaggiatore e storico tedesco Ferdinando Gregorovius, che a metà Ottocento visitò questi luoghi, al punto che dedicò a Nettuno e a Torre Astura due sue commoventi poesie. Dichiarò che Torre Astura <em>è la vedetta del Romanticismo, è la torre dei poeti tedeschi in Italia, e dovrebbe essere dichiarata proprietà nazionale tedesca</em>. Nel 987 il conte Benedetto Tuscolano e Stèfana sua moglie donarono all’abate Leone del monastero di Sant’Alessio parte dei terreni posseduti in Astura. E i monaci vi costruirono così chiesa e monastero. Estinta la famiglia dei Tuscolani, Astura passò a Leone e Manuele Frangipane, loro parenti. Dopo esser stata di proprietà dei Caetani e degli Orsini, nel 1426 Astura passò ai Colonna i quali, intorno alla metà del XVI secolo, ristrutturarono il castello, conferendogli l’attuale aspetto. La villa fu venduta nel 1594 a Clemente VIII Aldobrandini. Da questi, estintasi la famiglia Aldobrandini, passò ai Borghese, dai quali fu a sua volta ceduta al comune di Nettuno negli anni settanta del XX secolo. Sino ad allora i fondali di questo piccolo paradiso immerso nel verde, ricchi di reperti archeologici, furono oggetti di saccheggi incontrollati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eleganti forme rinascimentali si aggiunsero negli anni alle opere romane e al rustico medievale. Di una antica <em>Foresta di Astura</em>, poi chiamata <em>Selva di Mattone</em>, restano oggi le modeste, seppure rigogliose, testimonianze della pineta di Astura e dei boschi di Foglino e di Crocette. Il luogo ha ispirato nei secoli scrittori e poeti. <em>La flora qui è di una magnificenza tropicale, l’edera si avvinghia alle querce maestose</em>. E ancora, Giuseppe Brovelli Soffredini nel 1887: <em>L’immenso, imponente e grandioso giardino, il cui suolo era tappezzato da un verde scintillante nelle chiazze assolate e da un verde turchiniccio sotto l’ombra degli annosi cerri</em>. Gabriele D’Annunzio, che vi è stato nel mese di marzo del 1897, racconta di una <em>pineta meravigliosa, i tronchi sono così fitti che lasciano appena penetrare qualche occhio di sole e gli alberi fulvi, con i loro rami carichi di aghi, brillano di questa divina iridescenza, di questa sovrammirabile opera d’incanto-aracnea</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In tempi a noi più comuni, Torre Astura diventa luogo di ambientazione per diversi film e scene televisive, mentre durante la stagione estiva in quest’area dalla bellezza mozzafiato e ricca di storia prende vita la balneazione, con motoscafi, yacht e barche a vela ad animare la costa.</p>
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		<item>
		<title>Abbazia di Fossanova</title>
		<link>https://temp.parkhotel.it/abbazia-fossanova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Park Hotel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Abbazia di Fossanova è situata nel comune di Priverno, a 30 km. dal Park Hotel. Dichiarata monumento nazionale nel 1874, la chiesa si presenta di una […]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Abbazia di Fossanova è situata nel comune di Priverno, a 30 km. dal Park Hotel. Dichiarata <em>monumento nazionale</em> nel 1874, la chiesa si presenta di una spettacolare e severa grandiosità. L’Abbazia di Fossanova costituisce il più antico esempio d’arte gotico-cistercense in Italia e, assieme all’Abbazia di Casamari, una delle sue più alte <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-12342 alignleft" src="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Fossanova-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" srcset="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Fossanova-300x250.jpg 300w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Fossanova-1024x853.jpg 1024w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Fossanova-768x640.jpg 768w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Fossanova-600x500.jpg 600w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Fossanova.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />espressioni. L’abitato sito tutt’intorno ha l’aspetto di <i>vicus</i> e prende il nome da una cloaca che nei primi tempi del piccolo borgo era chiamata <em>Fossa Nova</em>. L’abbazia, figlia dell’Abbazia di Altacomba e la cui costruzione durò dal 1163 al 1208, è un perfetto esempio del primo stile gotico italiano, anzi più precisamente di una visibile forma di transizione dal romanico al gotico. La facciata, che precedentemente ospitava un portico, è semplice ma maestosa; al di sopra del portale riccamente decorato, è adornata da un grande rosone che vede nella parte inferiore un mosaico cosmatesco che costituisce un’iscrizione dedicata a Federico Barbarossa. La struttura della chiesa, costruita interamente in travertino, è basilicale. Ha pianta cruciforme; il braccio longitudinale, che si sviluppa secondo un asse mediano ed è diviso in tre navate, è attraversato perpendicolarmente dal transetto. La lunghezza della navata centrale è scandita nella prima parte da sette campate rettangolari, e termina nel presbiterio e nell’abside che formano un unico corpo rettangolare. Il sistema dei sostegni è formato da massicci pilastri rettangolari. Le arcate che conducono dalla navata mediana a quelle laterali sono rette da semicolonne. Altre semicolonne pensili (cioè poste su una mensola a distanza dal suolo) salgono a portare gli archi trasversi della navata centrale. L’interno dell’edifico è quasi  spoglio di affreschi, ne rimangono alcuni brandelli solamente su alcune pareti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il complesso abbaziale, noto come rifacimento di quello benedettino, è costituito dal chiostro, fulcro dell’intero organismo, dalla chiesa di Santa Maria e dalla Sala Capitolare, sostenuta da due pilastri cosiddetti <em>fascicolari </em>perché formati da un fascio di colonnine databile al XIII secolo, anch’essa di chiaro stile gotico. Tutti i particolari decorativi sono di una grande eleganza di forme: si va dai dormitori dei monaci al refettorio, dalla cucina ai dormitori dei conversi. Completano l’insieme la casa dei pellegrini, il cimitero e l’infermeria. Nell’infermeria vi è la stanza ove visse San Tommaso d’Aquino negli ultimi giorni della sua vita e dove morì nel 1274; ancora oggi in chiesa se ne conserva la semplice tomba vuota (il corpo fu trasferito dai domenicani a Tolosa alla fine del XIV secolo), composta da una lastra di marmo travertino rettangolare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Consacrata nel 1208, l’abbazia conserva ancora la sua nuda architettura, a testimonianza del ruolo preminente esercitato nella zona. Gli edifici del complesso monumentale sono recintati, così da apparire come un borgo, peraltro arricchito dai resti di una villa romana del I secolo a.C. e visibili proprio di fronte alla chiesa. In uno dei locali dell’abbazia si vendono i prodotti dei monaci, dagli alimentari a vini e liquori. Attualmente in abbazia, e dal 1935, abita una comunità dei frati minori conventuali (francescani).</p>
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			</item>
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		<title>Museo Piana delle Orme</title>
		<link>https://temp.parkhotel.it/museo-piana-delle-orme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Park Hotel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:05:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Museo di Piana delle Orme è un parco-museo all’aperto in provincia di Latina, tra i più grandi d’Italia nel suo genere. Il museo, privato, nasce dalla […]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Museo di <em>Piana delle Orme</em> è un parco-museo all’aperto in provincia di Latina, tra i più grandi d’Italia nel suo genere. Il museo, privato, nasce dalla collezione di Mariano De Pasquale, che viene continuamente arricchita. Sono <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-12344 alignleft" src="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/PdO-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" srcset="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/PdO-300x250.jpg 300w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/PdO-1024x853.jpg 1024w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/PdO-768x640.jpg 768w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/PdO-600x500.jpg 600w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/PdO.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />raccolti nel museo circa 50.000 reperti tra i più disparati: giocattoli, strumenti di lavoro, oggetti di vita quotidiana, trattori e idrovore utilizzate per la bonifica e dopo la bonifica, tram, auto, moto, armi e mezzi militari come: aerei, carri armati, elicotteri, jeep, fucili, proiettili, divise, etc. Il materiale è conservato in più padiglioni organizzati secondo due percorsi tematici principali. Uno dei due percorsi è relativo alla bonifica dell’Agro Pontino, in particolare, e alla vita agricola in Italia in generale. Il secondo percorso è relativo a eventi bellici della Seconda Guerra mondiale in cui sono rimasti coinvolti l’Italia e il Lazio. Ogni padiglione affronta un tema particolare attraverso specifiche ricostruzioni didattiche (anche animate e acustiche), in cui sono presenti oggetti originali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dedicato al Novecento, il complesso museale rappresenta un viaggio attraverso 50 anni di storia italiana. Oltre 30.000 mq. di esposizione per raccontare le tradizioni e la cultura della civiltà contadina, le grandi opere di bonifica delle Paludi Pontine, la Seconda Guerra mondiale, ma anche per mostrare i veicoli e i mezzi agli albori della grande industrializzazione e i giocattoli con i quali si divertivano i bambini di una volta. Un museo per tutti, all’interno del quale bambini e adulti possono rivivere l’epoca novecentesca. I servizi d’accoglienza offrono bar, ristorante, area pic-nic, area manifestazioni, sala congressi e shop. Tantissimi gli eventi che il museo organizza ogni mese, aperti a tutti.</p>
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			</item>
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		<title>Escursioni in canoa</title>
		<link>https://temp.parkhotel.it/escursioni-canoa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Park Hotel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ecosistema costituito dalle sorgenti del fiume Cavata e da quel che rimane del Bosco di Monticchio, nella pianura di Sermoneta (Latina), si sviluppa in […]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="sixteen columns row">
<p>L’ecosistema costituito dalle sorgenti del fiume Cavata e da quel che rimane del Bosco di Monticchio, nella pianura di Sermoneta (Latina), si sviluppa in un’area ricchissima d’acqua, di flora e di fauna, quest’ultima prevalentemente <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-12341 alignleft" src="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Canoa-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" srcset="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Canoa-300x250.jpg 300w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Canoa-1024x853.jpg 1024w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Canoa-768x640.jpg 768w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Canoa-600x500.jpg 600w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Canoa.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />avicola. L’Associazione culturale <em>Cavata Flumen</em>, unitamente ad altre organizzazioni di volontariato, promuove la salvaguardia dell’integrità di questo territorio ed esegue interventi occasionali di pulizia degli argini (asporto dei rifiuti e della spazzatura che vi viene gettata) e di tutela della vita degli animali che vi abitano, prevalentemente uccelli, o che vi transitano durante le stagioni migratorie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli obiettivi principali della A. C. <em>Cavata Flumen</em> sono la conservazione dell’ecosistema costituito dalle sorgenti del fiume Cavata e dalle aree boschive limitrofe, la promozione di visite naturalistiche dedicate alla diffusione della conoscenza del patrimonio ambientale, storico e culturale di questi luoghi, producendo un effetto benefico sia in termini di incremento del turismo enogastronomico e culturale correlato (vedi centro storico di Sermoneta, siti paleolitici e medioevali limitrofi) sia in termini di <em>rinascita</em> di un’economia locale da decenni depressa.</p>
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