Giardini di Ninfa

Il Giardino di Ninfa è stata dichiarato Monumento Naturale della Regione Lazio nel 2000.

 

«Ecco Ninfa, ecco le favolose rovine di una città che con le sue mura, torri, chiese, conventi e abitati giace mezzo sommersa nella palude, sepolta sotto l’edera foltissima. In verità questa località è più graziosa della stessa Pompei, le cui case s’innalzano rigide come mummie tratte fuori dalle ceneri vulcaniche.» (Ferdinand Gregorovius, Passeggiate romane)

 

Il giardino di Ninfa è un monumento naturale della Repubblica Italiana situato nel territorio del comune di Cisterna di Latina, al confine con Norma e Sermoneta. Si tratta di un tipico giardino all’inglese e nasce nell’area della scomparsa cittadina medioevale di Ninfa, di cui oggi rimangono soltanto diversi ruderi, alcuni dei quali restaurati durante la creazione del giardino. Il Giardino di Ninfa, dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000, nasce sulle rovine dell’antica città di Ninfa, concessa a Papa Zaccaria dall’Imperatore Costantino V, e nel corso degli anni passò attraverso il governo di numerose famiglie che contribuirono alla sua espansione, fino a quando Pietro II Caetani ne ampliò il castello costruendo la cortina muraria e innalzando la torre, poi saccheggiata e distrutta nel 1382 e mai più ricostruita. Su queste rovine, nel XVI secolo, Nicolò III Caetani, amante della botanica, cominciò a creare il giardino, e dopo di lui altre famiglie, facendo sì che nell’800 Ninfa diventasse meta di molti viaggiatori che la rinominarono la Pompei del Medioevo. Della città medievale rimangono numerose tracce ma, sopra ogni cosa, Ninfa è un paradiso botanico, un’oasi naturalistica unica al mondo, creata dove prima c’era la palude. Aperta solamente alcuni giorni dell’anno, da aprile a novembre, e in pochi altri casi eccezionali, vanta al suo interno più di 1.300 specie di piante differenti, provenienti da ogni parte del mondo. Il Giardinodella grandezza di otto ettari, è un giardino all’inglese che ospita al suo interno oltre un migliaio di piante. È attraversato da numerosi ruscelli d’irrigazione oltre che dal fiume Ninfa, il cui nome prende origine dall’omonimo laghetto di natura risorgiva e che scorreva, fino alla bonifica integrale, per oltre 40 km. nell’Agro Pontino, nel primo tratto col nome Ninfa e poi col nome Sisto, fino a sfociare tra Terracina e il Circeo. A partire dagli anni ’30 le acque sorgive sono state tuttavia deviate, poco a sud del giardino, nel corso del Collettore delle Acque Medie, separandole quindi dal corso del Ninfa-Sisto. A partire dal 1976, su un’area di circa 1.800 ettari intorno al giardino, è nata un’oasi del WWF che mira alla protezione della fauna nel comprensorio di Ninfa; è stato realizzato un impianto boschivo e un sistema di aree umide per agevolare la sosta e la nidificazione dell’avifauna e, allo stesso tempo, si è cercato di ricreare, su un’area di quindici ettari, la vegetazione tipica della zona, ossia quella prettamente paludosa, già esistente fino agli anni Trenta, prima che la zona pontina venisse totalmente bonificata. L’area si trova sulla traiettoria di una delle principali rotte migratorie percorse da uccelli che, provenienti dai Paesi africani, si trasferiscono in varie aree dell’Europa. Dopo la creazione dell’oasi, nella zona si sono registrati arrivi di alzavole, germani reali, canapiglie, aironi, pavoncelle e di alcune specie di rapaci.

 

Il Giardino di Ninfa è aperto al pubblico soltanto in alcune date stabilite e l’ingresso è regolato attraverso visite guidate, al fine di preservare il suo delicato equilibrio ambientale.