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	<title>Park Hotel Latina</title>
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	<title>Park Hotel Latina</title>
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		<title>Le Isole Pontine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Park Hotel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:40:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Isole Pontine: l’arcipelago delle meraviglie tra mare cristallino e natura selvaggia Al largo della costa laziale, facilmente raggiungibili in traghetto, aliscafo o con escursioni private, le isole Pontine emergono dal mar Tirreno come sei perle di origine vulcanica: Ponza, Palmarola, Zannone, Gavi, Ventotene e Santo Stefano. Scegliere questo arcipelago per le proprie vacanze estive significa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Isole Pontine: l’arcipelago delle meraviglie tra mare cristallino e natura selvaggia</strong><br />
Al largo della costa laziale, facilmente raggiungibili in traghetto, aliscafo o con escursioni private, le isole Pontine emergono dal mar Tirreno come sei perle di origine vulcanica: Ponza, Palmarola, Zannone, Gavi, Ventotene e Santo Stefano. Scegliere questo arcipelago per le proprie vacanze estive significa immergersi in un paesaggio in cui l’azzurro intenso dell’acqua si fonde con scogliere mozzafiato, cale nascoste e piccoli borghi marinari dal fascino senza tempo, offrendo un’esperienza balneare tra le più esclusive del Mediterraneo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-15282 size-medium" src="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/11/Isole-Pontine-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" srcset="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/11/Isole-Pontine-300x250.jpg 300w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/11/Isole-Pontine-1024x853.jpg 1024w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/11/Isole-Pontine-768x640.jpg 768w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/11/Isole-Pontine.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ponza: l’isola dai colori pastello e dall’anima chic</strong><br />
Ponza è l’isola principale e il cuore pulsante dell’arcipelago. L’arrivo al porto è un colpo d’occhio indimenticabile: un anfiteatro di case colorate in tonalità pastello che si affacciano su un’insenatura protetta. La vera essenza di Ponza, tuttavia, si scopre via mare. Noleggiando un tipico gozzo o partecipando a un’escursione, è possibile esplorare un susseguirsi di calette e formazioni rocciose uniche, come i faraglioni di Lucia Rosa o le celebri piscine naturali, dove l’acqua limpida invita a tuffi infiniti. Da non perdere, al calar del sole, lo spettacolo di Chiaia di Luna: sebbene la lingua di sabbia non sia più accessibile, ammirare il tramonto dall’alto della scogliera tufacea a picco sul mare resta un’esperienza magica.</p>
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<p><strong>Palmarola: il fascino primordiale e selvaggio</strong><br />
A poche miglia da Ponza si trova Palmarola, considerata da esploratori e documentaristi una delle isole più belle del mondo. Praticamente disabitata e priva di centri abitati, l’isola è una riserva naturale di rara magnificenza. Le sue coste frastagliate nascondono grotte spettacolari e scogli scolpiti dal vento, come la suggestiva cattedrale, una parete rocciosa le cui forme ricordano le navate di una chiesa gotica. Tuffarsi nelle acque di Palmarola, di un turchese quasi irreale e dalle trasparenze assolute, regala la sensazione di trovarsi in un paradiso tropicale incontaminato, perfetto per fuggire dalla frenesia e riconnettersi con la natura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ventotene e Santo Stefano: il rifugio della lentezza tra storia e fondali</strong><br />
Se Ponza è vivace e mondana, Ventotene è il regno della tranquillità e dei ritmi lenti. Quest’isola, dalle inconfondibili rocce scure, vanta una storia antichissima e un’atmosfera intima e rilassata. Il suo porto romano, scavato interamente nel banco tufaceo, è un capolavoro di ingegneria ancora oggi perfettamente funzionante. Ventotene è inoltre una meta di livello internazionale per gli appassionati di snorkeling e immersioni subacquee: i suoi fondali, tutelati da un’area marina protetta, ospitano praterie di posidonia, cernie e spugne colorate. A brevissima distanza emerge l’isolotto di Santo Stefano, dominato dalla sagoma del suo monumentale carcere borbonico, che aggiunge un profondo tocco di memoria storica all’esplorazione di questo straordinario arcipelago.</p>
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		<title>San Felice Circeo</title>
		<link>https://temp.parkhotel.it/san-felice-circeo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Park Hotel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>San Felice Circeo: il mare, il borgo e il mito della maga Circe Chi arriva sulla costa pontina non può fare a meno di notare l’inconfondibile sagoma del promontorio del Circeo, che si erge solitario e imponente tra la pianura e il mare. San Felice Circeo è una meta che unisce il fascino della mitologia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>San Felice Circeo: il mare, il borgo e il mito della maga Circe</strong><br />
Chi arriva sulla costa pontina non può fare a meno di notare l’inconfondibile sagoma del promontorio del Circeo, che si erge solitario e imponente tra la pianura e il mare. San Felice Circeo è una meta che unisce il fascino della mitologia omerica alla bellezza di un paesaggio variegato. È un luogo dove la macchia mediterranea si tuffa in acque cristalline e dove la storia millenaria si respira nei vicoli del centro storico.</p>
<p data-path-to-node="0"><strong><img decoding="async" class="alignleft wp-image-15284 size-medium" src="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/11/San-Felice-Circeo-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" srcset="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/11/San-Felice-Circeo-300x250.jpg 300w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/11/San-Felice-Circeo-1024x853.jpg 1024w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/11/San-Felice-Circeo-768x640.jpg 768w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/11/San-Felice-Circeo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra scogliere, grotte e spiagge dorate<br />
</strong>A differenza della vicina Sabaudia, la costa di San Felice Circeo offre una doppia anima. Da un lato, il litorale basso e sabbioso, perfetto per le famiglie e per chi ama i comfort degli stabilimenti balneari, con fondali che digradano dolcemente. Dall’altro, il lato del promontorio, dominato da scogliere a picco sul mare e calette incastonate nella roccia, ideali per chi pratica snorkeling o immersioni in cerca di fondali ricchi di vita. Noleggiando una barca o partecipando a un’escursione, è possibile ammirare il promontorio dal mare e scoprire meraviglie geologiche come la grotta delle Capre, un tempo rifugio di uomini di Neanderthal, o la suggestiva grotta Azzurra. Immancabile è anche una sosta panoramica al faro di Capo Circeo, uno dei punti di osservazione più belli per ammirare il tramonto, quando il sole scompare lentamente accendendo il cielo sopra le isole Pontine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un borgo sospeso tra storia e mondanità</strong><br />
Lasciandosi il mare alle spalle e salendo lungo i tornanti, si raggiunge il cuore pulsante del paese: il borgo antico. Racchiuso tra antiche mura, il centro storico di San Felice Circeo è un dedalo di viuzze, scalinate e piazzette acciottolate. Il punto di ritrovo per eccellenza è piazza Vittorio Veneto, caratterizzata dalla suggestiva torre dei Templari. Durante i mesi estivi, il borgo si anima trasformandosi in un salotto a cielo aperto. Le boutique eleganti, le botteghe artigiane e i ristoranti tipici si riempiono di vita, offrendo l’occasione perfetta per gustare un aperitivo al tramonto o una cena a base di pescato locale, godendo di una vista panoramica che spazia fino al golfo di Terracina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I sentieri del parco e il richiamo della vetta</strong><br />
San Felice Circeo non è solo vita da spiaggia, ma anche la porta d’accesso privilegiata al parco nazionale del Circeo. Per gli amanti del trekking e dell’outdoor, il promontorio offre una rete di percorsi affascinanti immersi nella fitta lecceta. L’escursione più celebre e ambita dai camminatori è quella che conduce al picco di Circe (a 541 metri di altitudine). La fatica della salita rocciosa viene ampiamente ripagata da un panorama a 360 gradi che abbraccia l’intera costa laziale, i laghi costieri e l’arcipelago pontino, regalando la sensazione di trovarsi sul tetto del mondo o, come vuole il mito, nel regno di una maga.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Una destinazione da vivere tutto l’anno</strong><br />
Se l’estate porta con sé bagni rinfrescanti e serate vivaci, San Felice Circeo rivela un fascino più intimo e disteso nelle altre stagioni.</p>
<ul>
<li>
<b>In primavera:</b> le temperature ideali e le intense fioriture della macchia mediterranea invitano a lunghe passeggiate sui sentieri del promontorio e a percorsi in e-bike lungo la costa.
</li>
<li>
<b>In autunno:</b> i ritmi rallentano, la luce si fa più calda e i ristoranti del borgo offrono l’atmosfera perfetta per esplorare le tradizioni enogastronomiche pontine in totale relax.
</li>
<li>
<b>In inverno:</b> il mare d’inverno regala scenari drammatici e di pura forza, mentre l’antico borgo si trasforma in un rifugio silenzioso, lontano dalla folla estiva, perfetto per chi cerca pace, ispirazione e lentezza.
</li>
</ul>
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		<title>Sabaudia</title>
		<link>https://temp.parkhotel.it/sabaudia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Park Hotel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scoprire Sabaudia: dune dorate, laghi e natura incontaminata. Quando si pensa alle mete balneari italiane, poche località riescono a offrire il contrasto visivo e l’unicità paesaggistica di Sabaudia. Incastonata nel cuore della costa pontina, questa cittadina non è la classica località di mare: è un luogo dove una natura a tratti ancora selvaggia abbraccia geometrie [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scoprire Sabaudia: dune dorate, laghi e natura incontaminata.</strong><br />
Quando si pensa alle mete balneari italiane, poche località riescono a offrire il contrasto visivo e l’unicità paesaggistica di Sabaudia. Incastonata nel cuore della costa pontina, questa cittadina non è la classica località di mare: è un luogo dove una natura a tratti ancora selvaggia abbraccia geometrie architettoniche rigorose. Scegliere Sabaudia per le proprie vacanze significa immergersi in un ecosistema unico, sospeso tra l’azzurro del Tirreno, il verde cupo della foresta e l’argento dei laghi costieri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-15283 size-medium" src="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/11/Sabaudia-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" srcset="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/11/Sabaudia-300x250.jpg 300w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/11/Sabaudia-1024x853.jpg 1024w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/11/Sabaudia-768x640.jpg 768w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/11/Sabaudia.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><strong>Le dune e un mare da Bandiera blu</strong><br />
Il vero biglietto da visita di Sabaudia è il suo litorale. Parliamo di circa 15 chilometri di costa caratterizzati da una striscia ininterrotta di dune sabbiose, modellate dal vento e ricoperte da una fitta macchia mediterranea. Qui fioriscono il giglio di mare, il ginepro e il mirto, creando una barriera naturale che separa la spiaggia dalla strada litoranea. L’assenza di palazzoni a ridosso dell’acqua ha preservato l’aspetto selvaggio della costa. Il mare, premiato costantemente con la Bandiera blu per la sua pulizia, degrada dolcemente, rendendolo ideale sia per chi cerca il relax totale, sia per le famiglie. E per chi ama i tramonti, la visuale del sole che si tuffa in mare con il promontorio del Circeo a fare da quinta naturale è uno spettacolo che da solo vale il viaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il lago di Paola e il paradiso degli sportivi</strong><br />
Sabaudia non è solo mare. Subito dietro le dune si estende il lago di Paola (o lago di Sabaudia), uno specchio d’acqua salmastra che si sviluppa parallelamente alla costa. Questa conformazione geografica la rende una meta d’eccellenza a livello internazionale per gli sport acquatici, in particolare per il canottaggio e la canoa. Le acque calme del lago, protette dai venti, sono il campo di allenamento di numerose nazionali olimpiche. Anche i turisti possono noleggiare canoe o tavole da SUP per esplorare le insenature del lago, pagaiando nel silenzio interrotto solo dal canto degli uccelli acquatici, fino a scorgere i resti della villa di Domiziano, un’antica residenza imperiale romana nascosta tra la vegetazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il fascino austero dell’architettura razionalista</strong><br />
Allontanandosi dalla spiaggia, il centro cittadino offre un’esperienza di viaggio completamente diversa. Fondata nel 1934 in soli 253 giorni durante l’opera di bonifica dell’Agro pontino, Sabaudia è uno degli esempi più puri e meglio conservati di architettura razionalista in Italia. Passeggiare per le sue piazze significa fare un salto indietro nel tempo, tra le geometrie nette del palazzo comunale, l’iconica torre civica alta 46 metri rivestita in travertino e la chiesa della Santissima Annunziata, che custodisce un pregevole mosaico. È un’urbanistica metafisica, fatta di linee essenziali e ampi spazi vuoti, che crea un contrasto affascinante con la natura esuberante del parco nazionale che la circonda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sabaudia oltre l’estate: un rifugio per tutte le stagioni</strong><br />
Sebbene l’estate sia il momento in cui Sabaudia esprime al massimo la sua vocazione balneare, la città è una destinazione sorprendente anche fuori stagione.</p>
<ul>
<li>
<b>In primavera:</b> il clima mite e la fioritura della foresta del Circeo offrono le condizioni perfette per il trekking e le escursioni in bicicletta, percorrendo i sentieri pianeggianti che attraversano il bosco di querce e sughere.
</li>
<li>
<b>In autunno:</b> i laghi costieri diventano un punto di sosta fondamentale per gli uccelli migratori, trasformando le sponde del lago in un paradiso per gli amanti del birdwatching e della fotografia naturalistica.
</li>
<li>
<b>In inverno:</b> il fascino malinconico e silenzioso della spiaggia deserta, unito alla tranquillità del centro cittadino, regala un rifugio perfetto per chi cerca una pausa rigenerante lontano dal caos della città, magari godendosi la rinomata cucina di pesce locale o i prodotti genuini delle aziende agricole pontine.
</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Giardini di Ninfa</title>
		<link>https://temp.parkhotel.it/giardini-ninfa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Park Hotel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giardino di Ninfa è stata dichiarato Monumento Naturale della Regione Lazio nel 2000. &#160; «Ecco Ninfa, ecco le favolose rovine di una città che con le sue mura, torri, chiese, conventi e abitati giace mezzo sommersa nella palude, sepolta sotto l’edera foltissima. In verità questa località è più graziosa della stessa Pompei, le cui [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giardino di Ninfa è stata dichiarato Monumento Naturale della Regione Lazio nel 2000.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Ecco Ninfa, ecco le favolose rovine di una città che con le sue mura, torri, chiese, conventi e abitati giace mezzo sommersa nella palude, sepolta sotto l’edera foltissima. In verità questa località è più graziosa della stessa Pompei, le cui case s’innalzano rigide come mummie tratte fuori dalle ceneri vulcaniche.» (Ferdinand Gregorovius, <em>Passeggiate romane</em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il giardino di Ninfa è un monumento naturale della Repubblica Italiana situato nel territorio del comune di Cisterna di Latina, al confine con Norma e Sermoneta. Si tratta di un tipico giardino all’inglese e nasce nell’area della scomparsa cittadina medioevale di Ninfa, di cui oggi rimangono soltanto diversi ruderi, alcuni dei quali restaurati <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-12343 alignleft" src="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Ninfa-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" srcset="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Ninfa-300x250.jpg 300w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Ninfa-1024x853.jpg 1024w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Ninfa-768x640.jpg 768w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Ninfa-600x500.jpg 600w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Ninfa.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />durante la creazione del giardino. Il Giardino di Ninfa, dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000, nasce sulle rovine dell’antica città di Ninfa, concessa a Papa Zaccaria dall’Imperatore Costantino V, e nel corso degli anni passò attraverso il governo di numerose famiglie che contribuirono alla sua espansione, fino a quando Pietro II Caetani ne ampliò il castello costruendo la cortina muraria e innalzando la torre, poi saccheggiata e distrutta nel 1382 e mai più ricostruita. Su queste rovine, nel XVI secolo, Nicolò III Caetani, amante della botanica, cominciò a creare il giardino, e dopo di lui altre famiglie, facendo sì che nell’800 Ninfa diventasse meta di molti viaggiatori che la rinominarono la <em>Pompei del Medioevo. </em>Della città medievale rimangono numerose tracce ma, sopra ogni cosa, Ninfa è un paradiso botanico, un’oasi naturalistica unica al mondo, creata dove prima c’era la palude. Aperta solamente alcuni giorni dell’anno, da aprile a novembre, e in pochi altri casi eccezionali, vanta al suo interno più di 1.300 specie di piante differenti, provenienti da ogni parte del mondo. Il Giardino<strong>, </strong>della grandezza di otto ettari, è un giardino all’inglese che ospita al suo interno oltre un migliaio di piante. È attraversato da numerosi ruscelli d’irrigazione oltre che dal fiume Ninfa, il cui nome prende origine dall’omonimo laghetto di natura risorgiva e che scorreva, fino alla bonifica integrale, per oltre 40 km. nell’Agro Pontino, nel primo tratto col nome Ninfa e poi col nome Sisto, fino a sfociare tra Terracina e il Circeo. A partire dagli anni ’30 le acque sorgive sono state tuttavia deviate, poco a sud del giardino, nel corso del Collettore delle Acque Medie, separandole quindi dal corso del Ninfa-Sisto. A partire dal 1976, su un’area di circa 1.800 ettari intorno al giardino, è nata un’oasi del WWF che mira alla protezione della fauna nel comprensorio di Ninfa; è stato realizzato un impianto boschivo e un sistema di aree umide per agevolare la sosta e la nidificazione dell’avifauna e, allo stesso tempo, si è cercato di ricreare, su un’area di quindici ettari, la vegetazione tipica della zona, ossia quella prettamente paludosa, già esistente fino agli anni Trenta, prima che la zona pontina venisse totalmente bonificata. L’area si trova sulla traiettoria di una delle principali rotte migratorie percorse da uccelli che, provenienti dai Paesi africani, si trasferiscono in varie aree dell’Europa. Dopo la creazione dell’oasi, nella zona si sono registrati arrivi di alzavole, germani reali, canapiglie, aironi, pavoncelle e di alcune specie di rapaci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Giardino di Ninfa è aperto al pubblico soltanto in alcune date stabilite e l’ingresso è regolato attraverso visite guidate, al fine di preservare il suo delicato equilibrio ambientale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sermoneta</title>
		<link>https://temp.parkhotel.it/sermoneta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Park Hotel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:20:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Situata a 23 km. da Latina, sorge su una collina a 257 mt. sul livello del mare, in una posizione tale da ergersi maestosa e dominare così la grande Pianura Pontina. Il territorio di Sermoneta fu popolato già in epoca arcaica. Nel suo territorio, nei pressi dell’attuale Abbazia di Valvisciolo, sorgeva l’antica città volsca di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Situata a 23 km. da Latina, sorge su una collina a 257 mt. sul livello del mare, in una posizione tale da ergersi maestosa e dominare così la grande Pianura Pontina. Il territorio di Sermoneta fu popolato già in epoca arcaica. Nel <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-12345 alignleft" src="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Sermoneta-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" srcset="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Sermoneta-300x250.jpg 300w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Sermoneta-1024x853.jpg 1024w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Sermoneta-768x640.jpg 768w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Sermoneta-600x500.jpg 600w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Sermoneta.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />suo territorio, nei pressi dell’attuale Abbazia di Valvisciolo, sorgeva l’antica città volsca di <i>Sulmo</i>, citata da Virgilio nell’Eneide. L’espansione delle Paludi Pontine e le invasioni dei Saraceni spinsero gli abitanti dell’antica Sulmo a trasferirsi nell’attuale Sermoneta, che viene citata con questo nome già nell’XI secolo. Il libero comune si sottomise ben presto alla famiglia Caetani (1297), che ne fece il centro dei propri domini sull’intero Lazio meridionale, per via della fortunata posizione sulla via Pedemontana, che aveva sostituito l’Appia nei collegamenti fra il nord e il sud dell’Italia. I sermonetani, per il controllo della strada e in particolare della dogana di passaggio, sconfissero la città di Ninfa, quindi la confinante Sezze. A questo periodo risalgono il borgo medievale, perfettamente conservato, il Castello Caetani e il Duomo. I Caetani eressero un imponente castello, permettendo così alla città di crescere ed espandersi sotto la sua ala protettiva. Sermoneta divenne in tal modo il centro principale di un feudo vastissimo e fiorì anche dal punto di vista artistico e culturale. Durante i secoli, all’interno dell’imponente Castello Caetani e della città, hanno soggiornato sovrani e pontefici, ma anche illustri personaggi come Leonardo Da Vinci. Oggi Sermoneta conserva ancora, pressoché intatto, questo immenso patrimonio storico, artistico e culturale, tanto da essere divenuta una delle più importanti località turistiche nei dintorni di Roma. A partire dal XVI secolo, con le prime opere di bonifica dell’Agro Pontino e con la riapertura dell’Appia, la città iniziò un lento declino. Nel 1567 perse il titolo di capitale del Ducato dei Caetani, che posero la loro sede centrale a Cisterna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 1928, su una parte del suo territorio in località Doganella di Ninfa, l’<em>Opera Nazionale Combattenti</em> pose uno dei suoi quartieri generali per le operazioni di bonifica dell’Agro Pontino. A partire dal dopoguerra, il centro storico di Sermoneta ha conosciuto un pesante spopolamento, a favore del suo territorio di pianura dove sono sorte le frazioni di <i>Doganella</i>, <i>Tufette</i>, <i>Pontenuovo</i> e <i>Carrara</i>, ai confini dei comuni di Cisterna di Latina e Latina. Al tempo stesso, ha conosciuto una notevole espansione turistica, che ha come meta l’antico e ben conservato borgo antico, sede di numerose manifestazioni culturali. Con la sua quiete, le sue stradine tortuose e i suoi monumenti, Sermoneta è il luogo ideale per una vacanza o per una breve visita, soprattutto per chi desidera fare un tuffo indietro nel tempo, per vivere appieno il fascino e l’atmosfera di una tipica città medievale.</p>
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		<title>Museo Piana delle Orme</title>
		<link>https://temp.parkhotel.it/museo-piana-delle-orme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Park Hotel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:10:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Museo di Piana delle Orme è un parco-museo all’aperto in provincia di Latina, tra i più grandi d’Italia nel suo genere. Il museo, privato, nasce dalla collezione di Mariano De Pasquale, che viene continuamente arricchita. Sono raccolti nel museo circa 50.000 reperti tra i più disparati: giocattoli, strumenti di lavoro, oggetti di vita quotidiana, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Museo di <em>Piana delle Orme</em> è un parco-museo all’aperto in provincia di Latina, tra i più grandi d’Italia nel suo genere. Il museo, privato, nasce dalla collezione di Mariano De Pasquale, che viene continuamente arricchita. Sono <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-12344 alignleft" src="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/PdO-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" srcset="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/PdO-300x250.jpg 300w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/PdO-1024x853.jpg 1024w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/PdO-768x640.jpg 768w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/PdO-600x500.jpg 600w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/PdO.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />raccolti nel museo circa 50.000 reperti tra i più disparati: giocattoli, strumenti di lavoro, oggetti di vita quotidiana, trattori e idrovore utilizzate per la bonifica e dopo la bonifica, tram, auto, moto, armi e mezzi militari come: aerei, carri armati, elicotteri, jeep, fucili, proiettili, divise, etc. Il materiale è conservato in più padiglioni organizzati secondo due percorsi tematici principali. Uno dei due percorsi è relativo alla bonifica dell’Agro Pontino, in particolare, e alla vita agricola in Italia in generale. Il secondo percorso è relativo a eventi bellici della Seconda Guerra mondiale in cui sono rimasti coinvolti l’Italia e il Lazio. Ogni padiglione affronta un tema particolare attraverso specifiche ricostruzioni didattiche (anche animate e acustiche), in cui sono presenti oggetti originali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dedicato al Novecento, il complesso museale rappresenta un viaggio attraverso 50 anni di storia italiana. Oltre 30.000 mq. di esposizione per raccontare le tradizioni e la cultura della civiltà contadina, le grandi opere di bonifica delle Paludi Pontine, la Seconda Guerra mondiale, ma anche per mostrare i veicoli e i mezzi agli albori della grande industrializzazione e i giocattoli con i quali si divertivano i bambini di una volta. Un museo per tutti, all’interno del quale bambini e adulti possono rivivere l’epoca novecentesca. I servizi d’accoglienza offrono bar, ristorante, area pic-nic, area manifestazioni, sala congressi e shop. Tantissimi gli eventi che il museo organizza ogni mese, aperti a tutti.</p>
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		<title>Torre Astura</title>
		<link>https://temp.parkhotel.it/torre-astura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Park Hotel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:05:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Collegata alla terraferma solamente da un ponte ad arcate in laterizio, prende vita Torre Astura, una torre costiera fortificata in una semi isola del Lazio appartenente al comune di Nettuno, dalla quale si può ammirare il bellissimo skyline su Palmarola e San Felice Circeo. Torre Astura, che deve il suo nome all’omonimo fiume, fu teatro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collegata alla terraferma solamente da un ponte ad arcate in laterizio, prende vita Torre Astura, una torre costiera fortificata in una semi isola del Lazio appartenente al comune di Nettuno, dalla quale si può ammirare il bellissimo skyline su Palmarola e San Felice Circeo. Torre Astura, che deve il suo nome all’omonimo fiume, fu teatro delle <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-12340 alignleft" src="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Astura-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" srcset="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Astura-300x250.jpg 300w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Astura-1024x853.jpg 1024w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Astura-768x640.jpg 768w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Astura-600x500.jpg 600w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Astura.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />fughe di Marco Antonio e venne scelta dai più grandi esponenti dell’epoca come posto prediletto per costruire le loro villae d’otium. Oggi su questo terreno si sviluppa per più di 8 km. il poligono militare di Nettuno, che farebbe di questo posto un luogo interdetto ai turisti. In epoca medievale Torre Astura era una località abitata e sede di un antico porto romano, infatti sulla parte orientale del complesso si riconoscono i due moli del porto artificiale. Vicino alla costa, ancora oggi possiamo ammirare i fantastici resti della peschiera che, all’epoca, era di circa 15.000 mq. Proprio sui resti di questo porto, intorno al 1193 i Frangipane, signori del posto, per proteggersi dai saraceni, costruirono una fortezza a pentagono immersa nell’acqua, collegata alla terra circostante soltanto dallo stretto ponte. Plinio il vecchio descrisse nei suoi testi Torre Astura come un’isola, notizia che nel corso degli anni è stata confermata dai resti di un ponte che collegava l’isola stessa alla terra ferma. Si dice che proprio su quell’isola fu poi costruita la torre, in seguito all’abbandono, e che prima della stessa costruzione ci fosse la villa di Cicerone, che dimorò qui tra il 45 e il 44 a.C. Lo stesso Cicerone descriveva questo luogo come <em>Astura locus quidam amoenus, in mari ipso, qui ab Antio et circejs aspici possit</em>, ovvero: <em>Astura. Il posto, piacevole per il mare stesso, che può essere visto da Anzio e dal Circeo</em>. I Romani vi costruirono un porto e un palazzo imperiale di cui tutt’oggi restano le rovine. Vi soggiornarono probabilmente Augusto, Tiberio e Caligola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 1268 Corradino di Svevia, sconfitto a Tagliacozzo, si rifugiò in Astura, ma Giovanni Frangipane, signore di questa terra, lo consegnò a Carlo d’Angiò, re di Napoli. Così l’ultimo degli Svevi fu decapitato in una pubblica piazza. Il tragico episodio commosse cosi profondamente il viaggiatore e storico tedesco Ferdinando Gregorovius, che a metà Ottocento visitò questi luoghi, al punto che dedicò a Nettuno e a Torre Astura due sue commoventi poesie. Dichiarò che Torre Astura <em>è la vedetta del Romanticismo, è la torre dei poeti tedeschi in Italia, e dovrebbe essere dichiarata proprietà nazionale tedesca</em>. Nel 987 il conte Benedetto Tuscolano e Stèfana sua moglie donarono all’abate Leone del monastero di Sant’Alessio parte dei terreni posseduti in Astura. E i monaci vi costruirono così chiesa e monastero. Estinta la famiglia dei Tuscolani, Astura passò a Leone e Manuele Frangipane, loro parenti. Dopo esser stata di proprietà dei Caetani e degli Orsini, nel 1426 Astura passò ai Colonna i quali, intorno alla metà del XVI secolo, ristrutturarono il castello, conferendogli l’attuale aspetto. La villa fu venduta nel 1594 a Clemente VIII Aldobrandini. Da questi, estintasi la famiglia Aldobrandini, passò ai Borghese, dai quali fu a sua volta ceduta al comune di Nettuno negli anni settanta del XX secolo. Sino ad allora i fondali di questo piccolo paradiso immerso nel verde, ricchi di reperti archeologici, furono oggetti di saccheggi incontrollati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eleganti forme rinascimentali si aggiunsero negli anni alle opere romane e al rustico medievale. Di una antica <em>Foresta di Astura</em>, poi chiamata <em>Selva di Mattone</em>, restano oggi le modeste, seppure rigogliose, testimonianze della pineta di Astura e dei boschi di Foglino e di Crocette. Il luogo ha ispirato nei secoli scrittori e poeti. <em>La flora qui è di una magnificenza tropicale, l’edera si avvinghia alle querce maestose</em>. E ancora, Giuseppe Brovelli Soffredini nel 1887: <em>L’immenso, imponente e grandioso giardino, il cui suolo era tappezzato da un verde scintillante nelle chiazze assolate e da un verde turchiniccio sotto l’ombra degli annosi cerri</em>. Gabriele D’Annunzio, che vi è stato nel mese di marzo del 1897, racconta di una <em>pineta meravigliosa, i tronchi sono così fitti che lasciano appena penetrare qualche occhio di sole e gli alberi fulvi, con i loro rami carichi di aghi, brillano di questa divina iridescenza, di questa sovrammirabile opera d’incanto-aracnea</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In tempi a noi più comuni, Torre Astura diventa luogo di ambientazione per diversi film e scene televisive, mentre durante la stagione estiva in quest’area dalla bellezza mozzafiato e ricca di storia prende vita la balneazione, con motoscafi, yacht e barche a vela ad animare la costa.</p>
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		<title>Abbazia di Fossanova</title>
		<link>https://temp.parkhotel.it/abbazia-fossanova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Park Hotel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:03:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’Abbazia di Fossanova è situata nel comune di Priverno, a 30 km. dal Park Hotel. Dichiarata monumento nazionale nel 1874, la chiesa si presenta di una spettacolare e severa grandiosità. L’Abbazia di Fossanova costituisce il più antico esempio d’arte gotico-cistercense in Italia e, assieme all’Abbazia di Casamari, una delle sue più alte espressioni. L’abitato sito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Abbazia di Fossanova è situata nel comune di Priverno, a 30 km. dal Park Hotel. Dichiarata <em>monumento nazionale</em> nel 1874, la chiesa si presenta di una spettacolare e severa grandiosità. L’Abbazia di Fossanova costituisce il più antico esempio d’arte gotico-cistercense in Italia e, assieme all’Abbazia di Casamari, una delle sue più alte <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-12342 alignleft" src="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Fossanova-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" srcset="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Fossanova-300x250.jpg 300w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Fossanova-1024x853.jpg 1024w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Fossanova-768x640.jpg 768w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Fossanova-600x500.jpg 600w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Fossanova.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />espressioni. L’abitato sito tutt’intorno ha l’aspetto di <i>vicus</i> e prende il nome da una cloaca che nei primi tempi del piccolo borgo era chiamata <em>Fossa Nova</em>. L’abbazia, figlia dell’Abbazia di Altacomba e la cui costruzione durò dal 1163 al 1208, è un perfetto esempio del primo stile gotico italiano, anzi più precisamente di una visibile forma di transizione dal romanico al gotico. La facciata, che precedentemente ospitava un portico, è semplice ma maestosa; al di sopra del portale riccamente decorato, è adornata da un grande rosone che vede nella parte inferiore un mosaico cosmatesco che costituisce un’iscrizione dedicata a Federico Barbarossa. La struttura della chiesa, costruita interamente in travertino, è basilicale. Ha pianta cruciforme; il braccio longitudinale, che si sviluppa secondo un asse mediano ed è diviso in tre navate, è attraversato perpendicolarmente dal transetto. La lunghezza della navata centrale è scandita nella prima parte da sette campate rettangolari, e termina nel presbiterio e nell’abside che formano un unico corpo rettangolare. Il sistema dei sostegni è formato da massicci pilastri rettangolari. Le arcate che conducono dalla navata mediana a quelle laterali sono rette da semicolonne. Altre semicolonne pensili (cioè poste su una mensola a distanza dal suolo) salgono a portare gli archi trasversi della navata centrale. L’interno dell’edifico è quasi  spoglio di affreschi, ne rimangono alcuni brandelli solamente su alcune pareti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il complesso abbaziale, noto come rifacimento di quello benedettino, è costituito dal chiostro, fulcro dell’intero organismo, dalla chiesa di Santa Maria e dalla Sala Capitolare, sostenuta da due pilastri cosiddetti <em>fascicolari </em>perché formati da un fascio di colonnine databile al XIII secolo, anch’essa di chiaro stile gotico. Tutti i particolari decorativi sono di una grande eleganza di forme: si va dai dormitori dei monaci al refettorio, dalla cucina ai dormitori dei conversi. Completano l’insieme la casa dei pellegrini, il cimitero e l’infermeria. Nell’infermeria vi è la stanza ove visse San Tommaso d’Aquino negli ultimi giorni della sua vita e dove morì nel 1274; ancora oggi in chiesa se ne conserva la semplice tomba vuota (il corpo fu trasferito dai domenicani a Tolosa alla fine del XIV secolo), composta da una lastra di marmo travertino rettangolare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Consacrata nel 1208, l’abbazia conserva ancora la sua nuda architettura, a testimonianza del ruolo preminente esercitato nella zona. Gli edifici del complesso monumentale sono recintati, così da apparire come un borgo, peraltro arricchito dai resti di una villa romana del I secolo a.C. e visibili proprio di fronte alla chiesa. In uno dei locali dell’abbazia si vendono i prodotti dei monaci, dagli alimentari a vini e liquori. Attualmente in abbazia, e dal 1935, abita una comunità dei frati minori conventuali (francescani).</p>
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		<title>Escursioni in canoa</title>
		<link>https://temp.parkhotel.it/escursioni-canoa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Park Hotel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ecosistema costituito dalle sorgenti del fiume Cavata e da quel che rimane del Bosco di Monticchio, nella pianura di Sermoneta (Latina), si sviluppa in un’area ricchissima d’acqua, di flora e di fauna, quest’ultima prevalentemente avicola. L’Associazione culturale Cavata Flumen, unitamente ad altre organizzazioni di volontariato, promuove la salvaguardia dell’integrità di questo territorio ed esegue interventi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="sixteen columns row">
<p>L’ecosistema costituito dalle sorgenti del fiume Cavata e da quel che rimane del Bosco di Monticchio, nella pianura di Sermoneta (Latina), si sviluppa in un’area ricchissima d’acqua, di flora e di fauna, quest’ultima prevalentemente <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-12341 alignleft" src="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Canoa-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" srcset="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Canoa-300x250.jpg 300w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Canoa-1024x853.jpg 1024w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Canoa-768x640.jpg 768w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Canoa-600x500.jpg 600w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/Canoa.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />avicola. L’Associazione culturale <em>Cavata Flumen</em>, unitamente ad altre organizzazioni di volontariato, promuove la salvaguardia dell’integrità di questo territorio ed esegue interventi occasionali di pulizia degli argini (asporto dei rifiuti e della spazzatura che vi viene gettata) e di tutela della vita degli animali che vi abitano, prevalentemente uccelli, o che vi transitano durante le stagioni migratorie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli obiettivi principali della A. C. <em>Cavata Flumen</em> sono la conservazione dell’ecosistema costituito dalle sorgenti del fiume Cavata e dalle aree boschive limitrofe, la promozione di visite naturalistiche dedicate alla diffusione della conoscenza del patrimonio ambientale, storico e culturale di questi luoghi, producendo un effetto benefico sia in termini di incremento del turismo enogastronomico e culturale correlato (vedi centro storico di Sermoneta, siti paleolitici e medioevali limitrofi) sia in termini di <em>rinascita</em> di un’economia locale da decenni depressa.</p>
</div>
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		<title>Circus Festival Latina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Park Hotel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 08:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Latina l’International Circus Festival of Italy si svolge ogni anno nel mese di ottobre. Gli artisti circensi, provenienti da 5 continenti e 13 nazioni, si sfideranno per aggiudicarsi l’ambito trofeo messo in palio ogni anno. Un incontro tra culture, lingue, arti, religioni e tradizioni, oltre che un’occasione unica per potersi confrontare a un livello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A Latina l’<em>International Circus Festival of Italy</em> si svolge ogni anno nel mese di ottobre. Gli artisti circensi, provenienti da 5 continenti e 13 nazioni, si sfideranno per aggiudicarsi l’ambito trofeo messo in palio ogni anno. Un <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-14153" src="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/CircoN-300x250.jpg" alt="" width="240" height="200" srcset="https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/CircoN-300x250.jpg 300w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/CircoN-1024x853.jpg 1024w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/CircoN-768x640.jpg 768w, https://temp.parkhotel.it/wp-content/uploads/2025/12/CircoN.jpg 1200w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />incontro tra culture, lingue, arti, religioni e tradizioni, oltre che un’occasione unica per potersi confrontare a un livello così ampio. Un circo come non l’abbiamo mai visto, un’occasione da non perdere. Il Festival avrà inizio con una Grande Parata degli Artisti per le vie del centro città, fino ad arrivare al tendone in via Rossetti. Sbandieratori di Cori, majorette, alpini e musicisti daranno vita a un vero e proprio spettacolo, fondendo artisti locali e internazionali. Molteplici gli appuntamenti previsti durante la manifestazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per tutta la durata del Festival, inoltre, si potrà inoltre accedere gratuitamente al <em>Circus Expo</em>, uno spazio espositivo dove collezionisti, pittori, scultori e fotografi potranno esibire le loro opere, sempre inerenti al circo. Il Festival terminerà con la serata di gala e la premiazione dei vincitori.</p>
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